Turista per Scacco di Giorgio Gozzi

"Il mestiere dello scacco-turista è duro ma qualcuno deve pur farlo!"

 

 

A zonzo per l'Arcipelago della Maddalena

-The chess widows tour-

 

Giovedì 24 Maggio 2007   Quando il mercoledì leggo l'annuncio della organizzazione di una visita guidata alle Isole dell'Arcipelago della Maddalena la reazione immediata è entusiastica: "Ecco un'occasione unica per vedere le isole di Spargi, Budelli, Santa Maria ecc. di cui ho avuto modo di leggere sulla guida". Poi leggo gli orari e scopro l'orrenda verità: partecipare alla gita (ritorno previsto dalle 17,00 alle 18,00) vuol dire dare forfait al settimo turno. E qui inizia il dramma dello scacco-turista: le due anime si scindono e cominciano una violenta lotta senza esclusione di colpi. Alla fine dopo ore di tentennamenti l'anima del turista prevale su quella dello scacchista e, dopo aver correttamente informato l'arbitro della mia assenza per evitare di essere inserito nel sorteggio, ed aver ricevuto l'assicurazione che il torneo sarebbe potuto proseguire anche senza la mia presenza :-) , mi iscrivo a quello che ribattezzo "The chess widows tour" (niente di macabro, vorrebbe semplicemente intendere una gita composta da persone abbandonate a causa del gioco degli scacchi n.d.A). Infatti il lotto dei gitanti (quello che parte da Porto Mannu) è costituito per il 90% da mogli e fidanzate degli scacchisti.

Nota a margine per l'organizzazione: avrei studiato una possibile soluzione per consentire, nella prossima edizione del torneo, la partecipazione alla gita anche agli scacchisti. Scartando la possibilità di ulteriori doppi turni (aborro!) o di giorni di riposo (i giorni di ferie non li regalano) pensavo ad un turno (solo il giorno della gita) che iniziasse subito dopo il ritorno, alle 17,30 o 18,00 il chè, con una sessione di 5 ore consentirebbe agli scacchisti di partecipare ad una spaghettata "allo scoglio" in riva al mare dalle 22,00 alle 23,00. In fondo non siamo lontani dalla Spagna e là mangiare alle 10 di sera è perfettamente normale specie se il mattino dopo si può oziare.

 

Ma veniamo alla gita:

 

 

 

Si parte dal molo di Porto Mannu e subito uno dei gitanti, credendo forse di essere alla Fontana di Trevi, getta 5 euro in mare, forse per propiziarsi gli dei. Verranno subito ripescati (foto successiva).

 

 

Prima sosta a Palau dove vengono imbarcati altri gitanti ed è consentito scendere in paese per acquistare souvenirs. Ne approfitto per acquistare una bottiglia di mirto artistica in sughero che sarà incamerata in seguito dalla polizia aeroportuale di Olbia in ossequio alle norme anti-terrorismo che vietano di portare a bordo alcun tipo di liquido! (grazie George)

 

a sinistra: il porto di Palau

a destra: Gabbiani sul tetto della Chiesa di Palau

 

Approdo alla Maddalena.

 

 

 

 

 

Si giunge all'Isola di Budelli ed alla sua famosa spiaggia rosa resa famosa dalle riprese di Deserto Rosso di Michelangelo Antonioni. La tipica colorazione rosa della spiaggia era dovuta alla frammentazione degli organismi marini, coralli, conchiglie ecc. Ma negli anni i turisti hanno depredato questo patrimonio ambientale tanto indurre le autorità ad impedire l'approdo all'isola. Secondo il nostro cicerone già adesso si può vedere la "ricrescita"; forse il prossimo anno sarà più evidente.

 

a destra: le Bocche di Bonifacio

 

 

Si approda alla Cala di Santa Maria. Santa Maria, delle isole minori dell'Arcipelago, è una delle poche abitate.

 

a sinistra: Cala Macchione dei Bovi

a destra: Punta Filetto (in lontananza si scorge il faro)

sotto a sinistra: Cala Santa Maria (sosta per il bagno)

 

 

 

La sosta successiva (per il pranzo) viene effettuata a Punta Zanotto sull'isola di Spargi. I gitanti ne approfittano anche per un tuffo dove l'acqua è più blu (niente di più!)

 

 

 

Sosta post-prandiale a Cala Corsara nella parte meridionale dell'isola di Spargi. Qui inquadrata la roccia Testa della Strega fronteggiata (foto a destra) dalla Roccia Bull-dog. Le immagini successive, tutte relative ai dintorni di Cala Corsara non necessitano di ulteriori commenti anche se non rendono a sufficienza la senzazione di pace che inducono nel visitatore.

 

 

 

 

 

 

La gita si completa col ritorno a Porto Mannu e con l'immancabile foto di gruppo